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Birra

La immaginiamo con il colore scuro ed il segno degli anni delle abbazie belghe, oppure con quello biondo del grano del nord ed è difficile, proprio difficile, dire birra e pensarla a proprio agio da queste parti, nella terra del vino d’eccellenza e, ahilei, anche e soprattutto, del vino quotidiano che riempie i bicchieri dei nostri nonni sino all’orlo.La colpa sarà, forse, anche della inevitabile associazione mentale tra le birre industriali, la solita e globalizzante dozzina di etichette, e quei locali orribili, sedicenti birrerie, che hanno infestato la nostra adolescenza di hamburger e di pasta alle tre P (panna, prosciutto e piselli), o di pennette vodka e salmone, e che sono parenti lontani, deplorevoli e rinnegati, delle vere birrerie che spillano bionde, rosse o stout come si deve.Quanta diffidenza. A ben vedere, però, il terreno torinese, offriva uno spumeggiante brodo di coltura per certi locali: citiamo senza volere indugiare in una operazione nostalgica, la birreria Mazzini e la birreria Voigt di piazza Solferino, dove adesso si trova la libreria La Torre di Abele, che battezzò, con il tintinnare dei suoi bicchieri, la fondazione del Toro. Verso la fine del secolo scorso, d’altra parte, soprattutto nel quartiere San Donato, evidentemente portato per la produzione della bevanda fermentata, probabilmente per via dell’acqua proveniente dalla Pellerina, alcuni celebri birrifici emulavano con successo le produzioni inglesi ma, soprattutto tedesche. Avevano ampi laboratori, decine di dipendenti e saloni agghindati di legno ed ottone per accogliere i raffinati bevitori di birra che, allora più di oggi, era roba da signori.Tra questi, la Boringhieri, la Bosio & Caratsch, primo birrificio nato in Italia, e la Metzger che, con sapiente scelta di marketing da belle epoque, coniò lo slogan “chi beve birra, campa cent’anni”. Meditate, gente. Meditate, bionde.Così, oggi, trascurati i nobili natali, la cultura della birra si fa strada lentamente e, diremmo, artigianalmente attraverso territori coltivati a vite, per via dei molti microbirrifici che sono nati in Piemonte negli ultimi anni e che, consapevolmente, compiono quell’operazione di comunione tra qualità e cultura che ha fatto la fortuna di alcuni vini, come la barbera, e di molti prodotti gastronomici, un tempo sconosciuti o fraintesi, che sono adesso istituzioni delle dispense dei gourmet.Dietro al grande scenario dei multinazionali colossi della birra, parlando delle piemontesi, non parleremo della pluripremiata Menabrea, da Biella, che pure va citata con orgoglio, ma, ingrandendo la mappa, proveremo a viaggiare tra gli alambicchi di fermentazione di birrifici ancora più piccoli.Il più celebre è senza dubbio “Le Baladin” di Piozzo (0173795431) mille abitanti, nel cuore della provincia di Cuneo.Tra questi mille Teo Musso, il fondatore, ha girato l’Europa studiando le tecniche ed i metodi di fermentazione per iniziare, poi, in proprio la produzione nel centro del paese. Verrebbe da dire che ha imparato un mestiere, ma le birre di Teo sono ormai assurte a livelli eccelsi di qualità, rappresentando una delle migliori produzioni nazionali: nel piuttosto articolato catalogo di varietà segnaliamo la Isaac, beverina birra bianca, la Super, la Wayan, dal sapore speziato, e la Noel, birra da meditazione per i giorni di Natale, come comanda la tradizione belga.La più nota, però, è la Super che Micheal Jackson, non il cantante, ma il più qualificato esperto mondiale del settore, ha definito “brillante, morbida e rotonda, soave per la sua forza, molto fruttata e aromatica, con un tocco di arance dolci”. Nota di chiusura: Isaac e Wayan sono anche i nomi dei figli di Teo che, grazie a Dio, di cognome non fa Moretti.Da Cuneo torniamo verso Torino e, nel dettaglio, verso il Birrificio Torino, di via Parma n. 30 Tel. (011.2876562) di recente fondazione e che serve una discreta scelta di ottime tipologie di birra ma soprattutto spilla in bicchieri e boccali adeguati, la passione coinvolgente per questo prodotto: per le tecniche di preparazione, per la sua storia plurimillenaria, per le sue gloriose vicende torinesi, offrendo un trampolino per un tuffo alcolico tra birre di abbazia e trappiste, lager e pils, per citare le più note. Senza allontanarsi troppo, sulla strada tortuosa che da Pinerolo porta al Sestriere, dove ci si immagina solo la produzione di certi vini spigolosi e montani e di certi distillati di erbe da bere, con lo zucchero sulle labbra, in ampie grolle dell’amicizia, il microbirrificio Beba (tel. 0121315755) a Villar Perosa produce lager chiare, scure e a doppio malto di pregio. Si possono acquistare o degustare direttamente sul posto in qualche ozioso fine settimana.A testimonianza, poi, che la birra vanta aristocratici natali ma ha fortunatamente perso nel tempo il suo sapore elitario di bevanda borghese, segnaliamo a Anzola D’Ossola (VB) il birrificio Casa del Popolo (032283031) perché le abbazie sì, ma gli oratori proprio no, non hanno mai prodotto birre degne di nota.Ancora, ci piace segnalare una birra dal sapore intenso dell’acqua montagna e, in particolare, di quell’acqua celebre di Vaie in Val di Susa. Il Birrificio Sorà Lamà produce quattro versioni di birra, ma ognuna di esse ha la caratteristica di essere “cruda”, cioè non pastorizzata. E’ proprio questa la caratteristica che differenzia questa birra artigianale da quelle industriali e che le consente di fare parte, alla stregua dei prodotti tipici del Paniere, di realtà gastronomiche caratteristiche di una zona. Il legame con la terra di produzione permette alla Sorà Lamà inaspettati sodalizi con i prodotti della valle, dalla trota della Dora ai salumi, dai canestrelli di Vaie ai formaggi, sino a quella bourgignonne valsusina in cui si intinge la carne nel brodo di birra. (SorA'laMA', via Susa 32, Chiusa San Michele, tel. 011/9636599).Resta da dire, per concludere delle ottime birre del burrificio Troll, a Vernante, che propone alcune classiche, da sorbire tutto l’anno, e quattro periodiche, che variano e si accompagnano al mutare delle stagioni (via Vallegrande 15/a, 0171.920143) e di quelle di Gradoplato, a Chieri, (Viale Fasano 36/bis).

Commenti
litel (2009-01-16 12:13:37)
Conoscete il Birrificio La Piazza a Torino? http://birrificiolapiazza.blogspot.com
 
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