Cavallito a dieta! Quarto giorno. Va tutto bene... ?
Racconto giorno per giorno la mia dieta. E lasciate perdere che vi sembri paradossale parlare di dieta su un sito di gastronomia.
Ho scelto una dieta che si chiama diet–to–go. Promettono di portarmi a casa, ogni sera, il cibo che dovrò mangiare il giorno dopo. Promettono che il cibo, sebbene ipocalocirco, sarà buono e in quantità soddisfacente. Promettono che perderò dai due ai quattro chili in due settimane. Insomma non mi danno alibi.Però, prima di raccontare i miei progressi giorno per giorno, come in un reality del moderato dimagrimento, è opportuno dire che non sarà facile.
Quarto giorno
Ma fa ancora notizia la mia integerrima determinazione? Ormai non sgarro più nemmeno se mi offrono un tic-tac. Certo la mia vita incomincia a essere scandita da un certa, quasi noiosa, regolarità. Colazione - pranzo - spuntino - cena. Anche prima era così, ma adesso i quattro momenti sono un targuardo, quasi un gran premio della montagna. Tra una tappa e l'altra, stringo i denti e pedalo.
Così anche ieri mi è sembrato abbastanza facile. Al mattino mi sono dopato con un buon clafoutis (al secolo "torta morbida") di mele e via. Pranzo con buona julienne di manzo con carciofi, spuntino con semifreddo (di yougurt, però) alle fragole, cena con discrete crespelle di bietole e ricotta che, a dire il vero, mi sono sembrate un po' tristanzuole. Poi la solita mousse di frutta, dal colore e dalla consistenza ospedaliera, ma dal buon sapore.
Insomma, anche ieri ho mangiato in maniera qualitativamente più che discreta. Il vero problema, però, è proprio questo: incomincio a sentire l'esigenza di una eccellenza, di una cena spettacolare al ristorante, di barbere intense e di plin, di frutti di mare e di bollicine.
E' come un tarlo che si muove discretamente nello stomaco, che mi ricorda che sono fatto per certe cose, che mi stuzzica certi desideri. Insomma, che mi avverte: "sta per arrivare una crisi di astinenza". Sta per arrivare anche il week-end, e sono preoccupato.

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