Un giorno in langa per forestieri
Bisogna scegliere un punto di partenza, una papilla piuttosto sensibile nel corpo allungato della Langa, forse etimologicamente da lengha, lingua, e certamente non solo per ragioni orogeografiche. Un itinerario che accarezzi i profili della food-valley, sia quelli quasi fordisti da produzione seriale di cibi tipici e vini da esportazione, sia quelli romantici delle colline di Fenoglio non può non partire da Alba, che riassume tutto questo, consapevole di essere anche stereotipo, tra le boutique di tartufi e le vie dei ventitrè giorni della Libera Repubblica.La via Maestra conduce nel cuore quadrangolare della città, piazza Risorgimento, dove dalle vetrine dell’Antico Caffè Calissano, si osserva la facciata rossa del Duomo.Poi, dopo doverosa visita al gotico albese della chiesa di San Domenico e una deriva ad Altavilla per osservare dalle colline la skyline delle torri d’Alba con la quinta imponente del Monviso, la destinazione è Bra, città di confine tra Langa e Roero e capitale dell’impero Slow-Food. Qui, in ordine culturalmente sparso, la Chiesa di Santa Chiara di Bernardo Vittone, il complesso restaurato della sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e anche gli inenarrabili panettoni del Caffé Converso.D’ora in poi, la storia è nobilmente più contadina e conduce sino al comune di Barolo e ai due castelli: quello millenario dei Marchesi Falletti, ora di proprietà del comune e sede dell’Enoteca Regionale del Barolo, e quello della Volta, in stato di conservazione più precario, celebre soprattutto per la suggestiva storia della stanza delle orge, che crollò sui peccati dei frequentatori. Attraverso strade arrotondate che lambiscono le vigne da cui prendono il nome, si giunge a Monforte, paese di pallone elastico e di eresia catara, di un anfiteatro il cui incanto è anche, fuori dal palcoscenico, il contorno di colline e, ovviamente, terra di vini. Passeggiare da queste parti significa calpestare la terra di bric sacri, i cui nomi dal sapore epico come le salite del Tour de France ricorrono sulle etichette dei migliori baroli, significa sfiorare con le spalle i filari di vigneti maestosi, della Bussia Soprana, del Gavarini, delle Ginestre. Poi, con il pretesto di raggiungere Santo Stefano Belbo, le colline del Moscato e i luoghi di Pavese, sarà facile ma suggestivo perdersi per le strade della Langa.Antico Caffè Calissano, Piazza Risorgimento 3, Alba. Tel. 0173.442101Caffé Converso, via Vittorio Emanuele II 199, Bra. Tel. 0172.413626Enoteca Regionale del Barolo - Piazza Falletti Tel: 0173.56277 Fax: 0173.560512
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