I forni della notte
Quando saremo nonni canuti e avremo nipotini cui raccontare la nostra gioventù, e i nipotini, senza rispetto, cercheranno di nascondersi dietro i divani al nostro passaggio, rievocando gli spensierati anni da biondi studentini con le belle al Valentino, quando le porte dell’università si aprivano per noi solo dopo le undici, e solo per trovare compagni di colazione o di biliardo, non potremmo non dilungarci sulle avventure quasi mattutine alla ricerca di forni notturni.La prima volta che qualcuno, certamente con qualche anno più di noi, ci ha prospettato l’idea di seguirlo alla ricerca di un forno per mangiare alle quattro del mattino brioches appena sfornate, abbiamo pensato di essere di fronte alla rivoluzione copernicana dei nostri fine serata che, miracolosamente, acquistavano nuovo e goloso abrivio per condurci sino all’alba di un nuovo duro giorno da studenti. Quella notte siamo saliti sull’auto di un certo Lucone che ci ha portato sino ad una serranda mezza abbassata di una traversa di via San Paolo. Lucone, con l’aria di chi sa, ha bussato e, dopo qualche secondo, ecco un fornaio, un po’ spazientito dalla nostra intrusione, che ci apriva la porta di un mondo infarinato di pizza, brioches e fragranze di pane. Tutto caldo e a mille lire, dai bomboloni con crema alla pizza (preferita da Lamacchia). La prima volta è facile ma, poi, senza le giuste coordinate, la ricerca della serranda è una processione tra gli esercizi commerciali di Torino, almeno sino a quando non si abbia bene in mente la mappa di questi ristori fuori orario. Via Belfiore, corso Lecce, via Spano, corso Sebastopoli, via Cibrario. Ma i forni aprono e chiudono, hanno atmosfere quasi clandestine, nessuno scontrino e una certa aria di complicità tra chi conosce il sapore diverso di una colazione prima di andare a dormire. Cari nipotini, dovete sapere che non tutti i forni erano uguali perché alcuni provavano sempre a rifilarti la pizza del giorno prima, ma vostro nonno non lo ingannavano. Proprio no. Poi ci addormenteremo sul divano.
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